The evolution of life on Earth traces back to a single common ancestor (LUCA), a prokaryotic unicellular organism, and explores the scientific understanding of how life originated from non-living matter through abiogenesis.
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gli esseri viventi non sono sempre stati così come li vediamo oggi ma sono cambiati nel tempo grazie
all'evoluzione quali sono state le prime forme di vita e come ha avuto origine la vita sulla terra
Darvin sostiene che l'evoluzione assomigli più ad un albero rispetto ad una scala tuttavia la
conclusione logica è che andando al ritroso nel tempo dobbiamo necessariamente risalire
ad un'unica forma di vita per i biologi di oggi questo presunto antenato è indicato con la sigla
luca last universal common ancestor ovvero il più recente antenato comune le moderne ricerche di
paleontologia e di biologia ci inducono a pensare che luca fosse una forma di vita unicellulari
procariotica dotata di tutte le caratteristiche comuni ad ogni vivente quali la composizione
biochimica la struttura cellulare e il modo di procurarsi ed utilizzare energia dobbiamo
ricordare però che luca non è la più antica forma vivente mai esistita ma il più recente antenato
comune a tutte le specie moderne in altre parole è l'organismo dal quale sono derivate tutte le forme
di vita sin ora conosciute passate e presenti può anche essere anche se estremamente improbabile che
prima di luca siano esistite diverse forme di vita ma di queste non è rimasta alcuna traccia
ma come è comparso luca secondo la scienza le prime forme viventi sarebbero comparse circa 4
miliardi di anni fa se si pensa che la terra ha avuto origine circa 4,5 miliardi di anni fa si
può concludere che la vita deve essere comparsa molto presto sul nostro pianeta essendoci stato
troppo poco tempo per consentire la comparsa di forme viventi se insomma mezzo miliardo di
anni per molti potrebbe non essere poco anche se alcuni sostengono l'ipotesi della panspermia
spostando allora il fenomeno su altri pianeti si ipotizza che quest'ultimi possono avere avuto
unità sufficientemente lunga da essere compatibile con gli eventi che potrebbero condurre alle più
mi cellule tuttavia ciò non fa che spostare il problema su altri scenari perché a quel punto
dovremmo chiederci come ha avuto origine la vita su quei pianeti per molto tempo si è creduto alla
comparsa spontanea della vita a partire dalla materia non vivente ed in questi ultimi decenni
il notevole sviluppo che ha avuto la biologia ha permesso per la prima volta di affrontare
il problema in modo sperimentale la credenza di una generazione spontanea degli esseri viventi da
materia inanimata come un normale evento naturale risale molto indietro nel tempo un suo convinto
sostenitore fu Aristotele il cui pensiero fu accettato incondizionatamente da tutto
il mondo scientifico occidentale tutto questo fino al rinascimento quando con l'introduzione
del metodo sperimentale da parte di galileo si iniziò una valutazione più critica dei fenomeni
naturali e gli scienziati cominciarono a rivedere le proprie convinzioni la generazione spontanea fu
definitivamente confutata nel 1665 da Francesco Redi il quale partendo dalla comune credenza che
la carne in putrefazione facesse spontaneamente nascere i vermi dimostrò che questi non sono
altro che larve di mosca presenti dalle uova deposte sulla carne stessa infatti proteggendo
la carne con un velo che impediva alle mosche di posarvi si sopra ready con sato come su di esse le
larve non comparissero più tardi però con le varie scoperte del mondo microbico sedette nuovo vigore
ai sostenitori della genere azione spontanea essi infatti consideravano possibile l'eventualità
almeno per gli esseri microscopici infatti si era notato che da degli infusi di fieno lasciati
riposare si originavano misteriosamente numerosissimi organismi unicellulari
nella seconda metà del settecento lazzaro Spallanzani in una serie di famosi esperimenti
dimostrò che se gli infusi venivano preparati con acqua bollente e lasciati riposare in contenitori
di vetro e ermeticamente chiusi questi non producevano dei microrganismi purtroppo però
le ricerche di Spallanzani non vennero accettate dagli scienziati dell'epoca in primo luogo perché
essi non furono in grado di ripetere gli esperimenti con la stessa accuratezza e
in più perché sostenevano che il riscaldamento privava l'infuso di una non specificata forza
vegetativa che lo rendeva incapace di dare origine alla vita alla fine del xviii secolo
si scoprì che un gas dell'aria all'ossigeno è essenziale alla vita e ciò porta nuova linfa ai
sostenitori della generazione spontanea i quali sostennero che negli esperimenti di Spallanzani
non si producevano dei microrganismi perché i suoi recipienti erano ermeticamente chiusi
e quindi escludevano l'ossigeno source e quindi il problema di dimostrare che un
infuso poteva restare sterile anche se si permetteva il libero passaggio dell'aria
la disputa fu definitivamente risolta nel 1860 da Louis Pasteur egli infatti partendo dalla
convinzione che i microrganismi presenti negli infusi bolliti si fossero originati a partire
da quelli presenti nell'aria dimostrò che era possibile mantenere sterili questi stessi infusi
ricorrendo a l'accorgimento di piegare il collo delle bottiglie che li contenevano in modo che
esso assumesse un andamento tortuoso verso il basso diciamo a colori cigno l'estremità aperta
del collo permetteva all'aria di entrare ma non alle particelle di polvere e ai microrganismi
perché il collo ricurvo serviva da trappola Pasteur mise del protone la bottiglia piegò
il collo a forma di esse bolli il brodo affinché producesse anche il vapore per uccidere qualsiasi
microrganismo presente nel collo o nel brodo e ovviamente attese lo sviluppo il brodo rimase
sterile e questo demolì definitivamente la teoria della generazione spontanea quindi dopo
tutto questo oggi si ritiene che la vita sulla terra sia comparsa per generazione spontanea
ma con una differenza sostanziale rispetto a quella affermata nel xviii secolo allora si
sosteneva che il processo avveniva velocemente continuamente oggi invece si sostiene che il
processo sia avvenuto una sola volta in un lontano passato e molto lentamente questa
generazione spontanea non potrebbe più avvenire oggi perché anche la più semplice forma di vita
verrebbe rapidamente utilizzata come nutriente da una delle innumerevoli forme di vita già esistenti
essa quindi deve aver avuto necessariamente luogo su un pianeta in cui la vita non esisteva
ancora inoltre non avrebbe potuto avere origine in un'atmosfera ricca di ossigeno come quella attuale
l'ossigeno è infatti un elemento molto reattivo e combinandosi con le prime biomolecole che stavano
nascendo le avrebbe immediatamente distrutte gli studi sull'argomento non pretendono di
descrivere i singoli passi di ciò che è avvenuto dal momento che una ricostruzione
esatta è impossibile ma cercano di stabilire quali siano i principi fisici e chimici ad
aver guidato l'insorgere della vita sulla terra e cercano di capire se questi eventi avrebbero
più o meno potuto verificarsi attraverso delle indagini sperimentali in altre parole possiamo
formulare alcune supposizioni basate sulle conoscenze della storia della terra e poi
riprodurre in laboratorio queste stesse condizioni per studiare i possibili effetti tra le tante
possibili ricostruzioni quella che più di ogni altro ha riscosso i maggiori consensi è quella
proposta nel 1924 da lo scienziato russo Aleksandr Oparin il quale partì dalla constatazione che la
vita dovete comparire circa 3.5 miliardi di anni fa oparin basandosi sull'osservazione
di alcune rocce e risalenti a quel periodo su cose che l'atmosfera primitiva fosse priva di
ossigeno e composta da metano ch4 ammoniaca nh3 il vapore acqueo inoltre anche un po di idrogeno
in queste condizioni in presenza di adeguate forme di energia come potevano essere le
radiazioni ultraviolette provenienti dal sole o le scariche elettriche dei fulmini
o il calore stesso della terra che era in via di raffreddamento avrebbero potuto formarsi
spontaneamente alcune biomolecole circa 30 anni più tardi nel 1956 Stanley Miller sottopose una
miscela gassosa simile all'atmosfera primitiva all'azione di scariche elettriche che simulavano
la b e radiazioni ultraviolette inoltre c'erano delle fonti di calore per scaldare
l'acqua e quindi riprodurre i caldi oceani primitivi inoltre c'era anche un sistema di
raffreddamento per far tornare l'acqua allo stato liquido mediante una condensazione dopo
un certo tempo egli ottenne effettivamente delle molecole organiche sufficientemente
complesse come aminoacidi e nucleotidi molto simili a quelli che costituiscono le proteine
e gli acidi nucleici degli esseri viventi i risultati ottenuti possono essere considerati
un'indicazione del fatto che nelle presunte condizioni ambientali si siano prodotte osservare
le biomolecole di base e ipotizzabile quindi che normali eventi chimici e fisici avvenuti
nello shan nell'atmosfera primordiale abbiano potuto portare alla formazione delle prime
biomolecole qualsiasi molecola formatasi in quell'oceano senza vita tendeva a conservarsi
e accumularsi non esistevano organismi né grandi né piccoli che le consumassero e non c'era neanche
ossigeno libero che le potesse degradare gli unici fattori importanti che avrebbero potuto degradare
le molecole sarebbero stati gli stessi raggi ultravioletti che ne avevano permesso la sintesi
ma già a piccole profondità l'arrivo di queste radiazioni è piuttosto limitato nei prossimi
video verrà trattata la comparsa delle prime cellule se non volete perdervi li iscrivetevi
e fatemi sapere se questo video vi è stato utile con un like un commento grazie ea presto
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