The universe's 13.8 billion-year history is compressed into a single "Cosmic Year" to provide a relatable perspective on cosmic and terrestrial events, highlighting humanity's incredibly recent and brief existence within this vast timeline.
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Sappiamo che l’universo si è formato circa 13,8 miliardi di anni fa, e da allora sono nate stelle,
si sono formate galassie, si è formato il nostro Sole con tutti i pianeti. Ma 13,8 miliardi di anni
sono davvero tanti anni e in molti fanno fatica a comprendere a fondo questo periodo di tempo.
Ecco perché oggi ripercorreremo l’intera storia dell’universo, comprimendola in un anno. Quindi
il primo gennaio nasce l’universo mentre il 31 dicembre corrisponde ai giorni nostri. Cambiare
la scala del tempo ci permette di vedere la storia dell’universo da un altro punto di
vista. Vedremo in quale mese si sono formate le stelle, le galassie, quando si è formata la Terra
e quando è nata la vita. E in tutto ciò, quando è apparso l’uomo? Guardate il video fine alla fine
perché la risposta vi lascerà senza parole e forse cambieremo anche l’idea che abbiamo di noi stessi.
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su questo canale parliamo di astronomia e cerchiamo di capire come funziona l'Universo,
perciò se vi piacciono questo tipo di contenuti iscrivervi al canale.
Bene, abbiamo detto che comprimiamo l’intera storia dell’universo in quello che chiameremo
anno cosmico. In questa nuova scala temporale, ogni secondo passano circa
440 anni. Per ogni minuto scorrono 26.000 anni e 1 giorno corrisponde a 38 milioni di anni.
È mezzanotte, zero minuti e zero secondi del primo gennaio del nostro anno cosmico. L’Universo
è nato da un singolo punto che ha iniziato ad espandersi in tutte le direzioni. Questo evento
è chiamano Big Bang. Ma non pensate come se ci fosse stata un’esplosione in uno spazio vuoto,
perché prima del Big Bang, lo spazio stesso non esisteva. Si tratta di un’espansione dell’universo
che è essa stessa a dare origine allo spazio e al tempo. In questi primi istanti, la temperatura
era così elevata che la materia non esisteva ancora. C’erano solo particelle subatomiche:
protoni, neutroni ed elettroni. Dobbiamo aspettare al 4 gennaio per far sì che queste particelle si
uniscano per formare i primi atomi di idrogeno, e il 10 gennaio, nasce la prima generazione di
stelle dell’universo. Il 13 gennaio si forma la prima galassia, ben 500 milioni di anni dopo il
Big Bang. Nel calendario cosmico, il 16 gennaio è una data importante, perché nasce la nostra casa
galattica, la Via Lattea. È formata da miliardi di stelle giganti, ma il nostro sistema solare
non esiste ancora. Le stelle giovani della Via Lattea bruciano velocemente l’idrogeno di cui sono
formate, terminando la loro vita in una violenta esplosione chiamata supernova. Dalle ceneri,
nasce una nuova popolazione di stelle. Nella Via Lattea, ora ci sono grandi nubi di gas e
polvere dalle quali si formano nuove stelle. All’interno di esse si generano elementi più
pesanti dell’idrogeno. L’ossigeno che respiriamo, il magnesio nelle nostre ossa, il ferro che scorre
nel nostro sangue, si sono formati nel cuore delle stelle morenti. Quando si dice che siamo polvere
di stelle, si intende letteralmente che gli elementi chimici che compongono il nostro corpo
provengono dalle stelle esplose in supernova. Ma il nostro Sole quando ha iniziato a brillare
per la prima volta? Ci eravamo lasciati che era il 16 gennaio, ed ora dobbiamo fare un salto in
avanti di 9 miliardi di anni. La nostra stella nasce il 31 agosto del calendario cosmico. Il
giovane Sole è ancora avvolto dal disco di gas e polvere dal quale è nato. Attorno ad esso si
sono formati vari oggetti, alcuni più piccoli, gli asteroidi ed altri di dimensioni simili a quelle
di un pianeta. Uno di questi corpi è proprio la nostra Terra. In questa situazione di caos,
in cui i numerosi corpi vagano nel sistema solare, non è raro che le traiettorie si incrocino,
dando origine ad un violento scontro. Ed è grazie ad una di queste collisioni che il 3 settembre,
un impatto con un ipotetico pianeta di nome Theia, avrebbe portato alla formazione della
nostra Luna. La Terra è una palla di roccia rovente, costantemente bombardata dai detriti
che si sono formati durante l’impatto. Col tempo però, inizia lentamente a raffreddarsi.
La successiva caduta di comete ricche di acqua potrebbe essere la causa che portò la formazione
dei mari sulla superficie del nostro pianeta. Infine l’attività vulcanica produce l’atmosfera
primordiale. È il 22 settembre, cioè 3,8 miliardi di anni fa. Da qualche parte nei
mari della Terra primordiale nasce la vita. L’origine della vita è uno dei più grandi
misteri della scienza. Non sappiamo se le prime molecole organiche, cioè le molecole
dalla quale si forma la vita, si siano formate direttamente nel nostro pianeta o se siano state
portate da qualche asteroide proveniente dallo spazio. Non sappiamo nemmeno se la vita sia nata
in altre parti della Via Lattea. Nei mari della Terra si accumulano grandi quantità di molecole
organiche che portano alla formazione dei primi batteri. Questi microrganismi vivono in assenza
di ossigeno e attraverso una complessa attività evolutiva, sviluppano la capacità di muoversi,
nutrirsi, si adattano all’ambiente formando colonie batteriche diversificate. Il 27
ottobre i batteri sviluppano la capacità di produrre ossigeno come prodotto di scarto dei
loro processi. Ma solo il 9 novembre l’ossigeno si accumula nell’atmosfera. Questo evento sconvolge
gli ecosistemi marini portando alla scomparsa di moltissimi esseri anaerobici, cioè che vivono in
assenza di ossigeno. È la prima grande estinzione del pianeta, chiamata catastrofe dell’ossigeno. I
batteri aerobici sopravvissuti, si evolvono e portando alla diversificazione delle forme
di vita sulla Terra. È il 12 novembre, ma per vedere i primi organismi pluricellulari dobbiamo
aspettare un mese cosmico, al 13 dicembre. I primi pesci iniziano a svilupparsi il 17
dicembre, cioè 530 milioni di anni fa. Le piante appaiono sulla terra il 19
dicembre. I primi anfibi che lasciano i mari per spostarsi sulla terra ferma,
appaiono il 22 dicembre. Siamo quasi arrivati alla fine del nostro anno cosmico. Il regno animale
prosegue la colonizzazione della Terra e dei mari e si diffondono i mammiferi e i rettili. Arriviamo
al 26 dicembre, cioè 230 milioni di anni fa. Sul nostro pianeta compaiono i primi Dinosauri,
dominando la Terra a discapito dei mammiferi per 165 milioni di anni, cioè fino al 29 dicembre.
Ma verso le 7 della mattina di quello stesso giorno, c’è la quinta estinzione di massa
del pianeta, nella quale scompare il 75% delle specie viventi. La causa potrebbe essere stata un
violento impatto con un grosso meteorite. Ci sono terremoti, tsunami con onde alte più di 40 metri,
e le ceneri sollevate oscurano il Sole per diversi mesi portando un drastico calo delle temperature.
La morte dei dinosauri ha consentito ai mammiferi di riappropriarsi delle terre. Solo un ramo dei
dinosauri è sopravvissuto all’estinzione, quello degli uccelli. I mammiferi si diffondono nei mari,
nei cieli e sulla terra ferma. Nelle praterie vive la tigre dai denti a sciabola. Siamo al
31 dicembre e dell’uomo moderno non c’è ancora traccia. Dobbiamo aspettare alle 21 e 28 minuti,
per veder comparire l’australopiteco, uno dei primati della famiglia degli ominidi, strettamente
imparentati con gli esseri umani moderni. Alle ore 23, 52 minuti e 23 secondi, circa 200 mila anni
fa, arriva l’homo sapiens per poi evolversi nell’unica sottospecie del genere Homo ad essere
ancora in vita, cioè l’essere umano moderno, noi. Ora manca meno di un minuto ai giorni nostri.
Circa 33 secondi fa, in diverse parti del mondo, si sviluppa
l’agricoltura e l'allevamento degli animali. La scrittura è stata inventata 12 secondi fa.
In Egitto, 10 secondi fa, furono costruite le piramidi.
1 secondo dopo ci fu l’estinzione dei mammut. 7 secondi fa, tra il Tigri e l’Eufrate
nasce l’impero assiro. 6 secondi fa nasce Budda,
1 secondo dopo nasce Gesù. Il Vesuvio provoca la
distruzione di Ercolano e Pompei 4 secondi fa. L’America è stata scoperta appena 2 secondi fa,
e nell’ultimo secondo, Copernico formula la teoria eliocentrica, viene inventato il telescopio,
l’uomo cammina sulla Luna ed infine ci siamo noi. Abbiamo appena scoperto come tutta la storia di
noi esseri umani sia concentrata nell’ultimo minuto dell’anno cosmico. Questo dovrebbe farci
riflettere su quanto sia trascurabile la nostra storia rispetto alla storia della vita sulla Terra
e a quanto siamo insignificanti rispetto all’età dell’universo. Dovremmo mettere in secondo piano
la visione che abbiamo di noi stessi. Pensiamo che la vita sia nata in quel lontano 22 settembre,
solamente per portare alla comparsa dell’essere umano, ma non è affatto
così. Durante i quasi 4 miliardi di anni, la vita ha affrontato ben 5 estinzioni di massa.
La prima avvenne 440 milioni di anni fa, probabilmente a causa di enormi glaciazioni il
livello del mare si abbassò drasticamente causando l'estinzione di circa l'85% delle specie marine.
L’estinzione del tardo Devoniano causò la scomparsa dell’ 82% delle specie viventi.
La terza estinzione di massa fu quella più catastrofica. Circa il
90-96% delle specie animali si estinse. L'estinzione del tardo Triassico causò la
scomparsa del 80% delle specie viventi ed infine, l’estinzione del Cretaceo portò alla scomparsa
dei dinosauri e del 75% delle specie viventi. Si stima che oltre il 99,9% delle specie viventi
che hanno abitato la Terra, oggi non esista più. Non dimentichiamoci che noi siamo solo di
passaggio. Anzi, secondo la comunità scientifica stiamo attraversando la sesta estinzione di
massa. Ma a differenza delle prime 5 che hanno avuto origine da eventi geologici,
questa è l’unica ad essere stata provocata da una specie vivente, l’uomo. Da quando l’essere
umano diventò sedentario, circa 12.000 anni fa, e inventò l’agricoltura, ha causato dei
cambiamenti devastanti sull’ecosistema del pianeta Terra. Le attività dell’uomo come lo sfruttamento
delle terre, l’utilizzo di combustibili fossili e l’inquinamento dei mari, hanno distrutto la
biodiversità. Molte specie animali si sono estinte proprio a causa dell’uomo ed altre sono a rischio
di estinzione. Normalmente scompaiono da 1 a 10 specie all’anno, ma nell’ultimo secolo si
è assistito ad un aumento di almeno 100 volte superiore. Gli scienziati affermano che quando
un individuo di una specie nasce all’interno di un periodo in cui sta avvenendo l’estinzione,
non se ne accorga perché la sua vita è troppo breve rispetto alla durata dell’estinzione
stessa. Questa volta non è così, e visto che ne siamo consapevoli, è da incoscienti non agire.
Dovremmo impegnarci tutti per arrestare, se è possibile, questa tendenza. Scrivete nei commenti
le vostre riflessioni, ma evitate di scrivere “meritiamo l’estinzione” e cose del genere.
Il calendario cosmico nasce da un’idea del famoso astronomo Carl Sagan,
successivamente riproposta dall’astrofisico Neil deGrasse Tyson nella sua serie TV COSMOS.
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